AMINotizie N.10 APRILE 2007

ORGANO D’INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE MICRO-MINERALOGICA ITALIANA -  VIA GIOCONDA  3 -  26100 CREMONA

REDATTO E STAMPATO IN PROPRIO - INVIATO GRATUITAMENTE A TUTTI I SOCI

QUANDO CI SI IMBATTE IN CAVE E MINIERE ABBANDONATE

R. Allori

Quanti, tra gli amici mineralogisti, sono appassionati d’arte? Lo chiedo perché questa nota è rivolta soprattutto a loro. Gli altri la possono saltare a pie’ pari, perché non vi troverebbero alcunché di interessante, a parte – forse – un conciso elenco delle più belle specie trovate in una cava che, ben oltre trent’anni fa, è stata proficua di rari ed interessanti ritrovamenti.Penso che ognuno di noi quando, dopo aver percorso svariati chilometri, si trova davanti una zona di ricerca abbandonata da anni e magari anche con l’accesso precluso, si senta infiammare dalla stizza e cominci a dare martellate qua e là indirizzandole mentalmente ai responsabili dell’evento.Meglio sarebbe farsi un esame di coscienza e domandarsi perché, prima di partire in ricerca, non ci si è opportunamente aggiornati sulla situazione e sulle possibilità di tornare a casa con lo zaino pieno di sassi. Ma poiché recriminare su ciò che si sarebbe dovuto fare e non si è fatto serve spesso solo ad accrescere la stizza già prorompente, meglio tentare di mantenere la calma e cercare una soluzione alternativa che, al rientro a casa, ci faccia comunque sentire soddisfatti della gita. Viviamo in un paese in cui le alternative sono molte, specialmente dal punto di vista turistico, esaltate magari da nuove esperienze gastronomiche e da ricche acquisizioni culturali. Tanto per fare un esempio, me ne viene in mente uno che può costituire un compendio di piacevoli esperienze nei campi appena nominati. Si tratta della zona di Case Collina, da sempre contesa tra mineralogisti toscani e laziali perché in provincia di Grosseto, ma geologicamente appartenente al sistema Vulsino, come ammettono G. Carobbi e F. Rodolico nel loro "I minerali della Toscana". Zona ben nota ai più per la vecchia cava gestita dalla Tosco-Pomice, località tipo per liottite, franzinite, tuscanite (ma non si è appena detto che è area laziale?) e dove, specialmente negli ultimi anni settanta, era possibile trovare eccellenti campioni di afghanite, grossularia, "fassaite", hauyna, vesuvianite, zircone, ecc. E’ ben noto che la cava è ormai abbandonata, ma ciononostante viene sempre voglia di farci una scappatina fidando in quel "non si sa mai" che può essere rappresentato da un’improvvisa ripresa dei lavori o da una serie di giornate ricche di quella benedetta pioggia che spesso, in passato, dilavando la pomice, metteva in risalto gli inclusi anche là dove nessuno si aspettava che fossero. Ben venga dunque la gita a case Collina, forti dei detti "spes ultima dea" e "audaces fortuna iuvat". E se poi va male? Non è proprio il caso di farsi li sangue cattivo perché le Case Collina sono a due passi da tre località affascinanti: Pitigliano, Sovana e Sorano. Vale la pena dedicarsi all’attività turistica iuttosto che inventarsi altre località di ricerca (a parte la cava Montenero presso Onano, ovviamente) e tornare poi a casa scornati e scontenti. Pitigliano è una pittoresca cittadina che per secoli è stata capitale di una contea degli Orsini. Si eleva su un pianoro tufaceo scavato all’intorno dai corsi dei fiumi Lente, Meleta, e Prochio e sforacchiato dai locali per farne cantine a temperatura ottimale. Imprendibile roccaforte ricca di un bell’acquedotto cinquecentesco, merita una visita per il palazzo Orsini, il vecchio borgo medievale e la chiesa di S. Maria. Sovana conobbe il suo massimo splendore tra l’XI ed il XII secolo e deve la maggior parte delle sue bellezze ad Ildebrando da Soana, divenuto poi papa Gregorio VII. Basterebbero le rovine della Rocca Aldobrandesca, il Palazzetto dell’Archivio ed il Duomo romanico per giustificare una visita alla bella cittadina, ma ciò che più tocca è la necropoli etrusca a soli 1,5 km, risalente al IV-III sec. A.C. Assai belle la Grotta Pola e la tomba del Tifone; ancor più affascinante la tomba Ildebranda, tutte sui poggi viciniori e circondate da ricca vegetazione e soprattutto sovrastate da un incantevole silenzio. Sorano è situata sopra uno sperone di tufo circondato da tre lati dal corso del fiume Lente. E’ un pittoresco borgo medievale sovrastato dalla rocca quattrocentesca degli Orsini. Nell’antico abitato meritano una sosta la Cattedrale ed il Palazzo comitale, prima di scendere alle colombaie di S. Rocco, cellette di forma cubica scavate nel tufo per uso funerario. L’aspetto artistico non è stato abbastanza soddisfacente? Poco male. Passiamo ad esperienze gastronomiche. A Pitigliano, cittadina ricca di una consistente comunità ebraica, si possono anche assaggiare tipici piatti confezionati nel rispetto delle norme semitiche, accompagnati da pane azzimo e vino non fermentato. E se proprio non ci si vuole sbilanciare con prelibatezze poco note, i crostini pitiglianesi, il coniglio al finocchio selvatico ed il tortino di carciofi, il tutto annaffiato dal famoso vin bianco di Pitigliano, ripagano abbondantemente della delusione della cava abbandonata. A Sovana capita spesso di trovare buona cacciagione. Il brasato di cinghiale, quando è ben cucinato, vale assai più di una hauyna con i cristallini sbeccati ed una frinzinite che non si sa bene se è tale o se invece è liottite, specie che appaiono identiche come sorelle monoovulari ad ogni onesto ed obiettivo ricercatore. Ed a Sorano, come rinunciare ad un assaggio di formaggio caprino, dal profumo intenso e dal gusto solleticante ed ai tagliolini agli asparagi? Vino locale senza nome, fatto in casa, ma genuino e frizzante. Direte che l’uomo non vive di solo pane. Ribatto che non deve vivere nemmeno di soli sassi. A parer mio la vita va presa come un mosaico o, forse, come un puzzle rompicapo i cui tasselli non sono gestiti da noi, ma dal caso o da chi, per lui, si diverte a fornirceli come più gli aggrada. Cerchiamo quindi di scoprire in ogni tessera un lato positivo così, quando qualcosa va male, invece di piangere sul fallimento di tutto l’insieme, ci si potrà consolare apprezzando quanto di buono è contenuto in altre componenti. Un caro saluto, amici mineralogisti, non solo con l’augurio di "buona ricerca", ma anche con quelli di "buona escursione" e …"buon appetito"!

AMBRA, FOSSILE O MINERALE?

L’ambra ora non è più annoverata tra i composti organici. E’ una resina fossile e presenta notevole interesse in campo gemmologico. Una resina fossile prodotta da diverse specie di conifere e caducifoglie presenti perlopiù in Birmania, nelle Regioni del Baltico, in Messico, in Sicilia e a Santo Domingo, a far data 300 milioni, uno più uno meno, di anni fa. Da recenti studi scientifici è stato accertato che la completa fossilizzazione della sostanza avviene dopo almeno cinque milioni di anni. L’ambra può assumere varie colorazioni: bianco, giallo, bruno-rossastro, blu – verdastro in molteplici sfumature di colore. Durante la sua deposizione al suolo, la resina che produrrà l’ambra cattura piccoli organismi di natura animale e vegetale, fossilizzandoli attraverso un sorprendente processo di polimerizzazione. Questo processo, detto amberizzazione, oltre a rendere questa resina una gemma più ricercata, è molto importante per lo studio degli organismi che popolavano la Terra in epoche remote. IL MITO DI FETONTE. Ovidio (libro II "Metamorfosi") scrive che Fetonte, figlio di Febo, convinse il padre a permettergli di guidare il carro del sole attraverso il cielo per un giorno, ma andò troppo vicino alla Terra, incendiandola. Per salvare la Terra, Giove colpì Fetonte con un fulmine ed egli morì, precipitando dal cielo nelle acque dell’Eridano (Po). Le Elidi, sorelle di Fetonte, piansero così a lungo la morte dell’amato fratello che Zeus le trasformò in alberi e da allora "le loro lacrime ai raggi del sole si irrigidiscono in gocce d’ambra, che il limpido fiume raccoglie". "L’ambra è il succo o l’essenza del Sole che tramonta, congelato nel mare, e gettato sulla riva" (Nicia). Plinio in un suo scritto dice che le donne della zona della Gallia Transpadana (Lombardia) portavano collane di ambra come ornamento, ma anche a scopo terapeutico, perché si diceva che prevenissero malattie alle tonsille ed alla gola.

DELEGAZIONI

M. Batoni

Cominciano a formarsi delle delegazioni decentrate di AMI (dopo la Toscana anche la Liguria e la provincia di Modena). L’Ufficio di Presidenza nota con favore che anche questa indicazione dello Statuto si sta pian piano realizzando. Quali possono essere i compiti di un’organizzazione di AMI a livello di una o più province? Sicuramente le prime cose che vengono in mente sono:cura del tesseramento; informazioni sulle attività di AMI presso i gruppi mineralogici dell’area scelta; ricerca di nuovi iscritti. Ma, oltre a queste, che possono, diciamo, essere definite come azioni "normali" di un gruppo decentrato di riferimento, ci sentiamo di poter indicare altre possibili attività: favorire l’incontro dei soci AMI della propria provincia per condividere i risultati del lavoro di ricerca effettuato dai singoli; approfondire le occorrenze mineralogiche di alcune aree, con il censimento delle specie ritrovate e l’eventuale presenza di UK da far analizzare attraverso AMI; favorire la ricerca sul campo dei soci AMI allo scopo di ampliare le conoscenze di cui sopra; coordinare l’informazione e la partecipazione alle attività di AMI a livello nazionale (Assemblea annuale a Cremona, mostre patrocinate da AMI, escursioni di ricerca mineralogica, servizio di determinazione degli UK); informare e illustrare le possibilità offerte dagli strumenti informatici di AMI (sito e forum).

GOM – GIORNATA SCAMBI 2007

Domenica 6 maggio, presso l’Oratorio in P.zza don Personeni a Curnasco di Treviolo (BG), si terrà l’annuale giornata scambi organizzata dal Gruppo Orobico Minerali. Per il sabato 5 è in programma anche una ricerca nelle cave di Cuasso al Monte (VA), che si concluderà in serata con una cena presso un agriturismo nelle vicinanze di Bergamo. Gli interessati possono rivolgersi a Claudio Seghezzi – tel. 035 257350 oppure a Germano Fretti – tel. 035 301892. La quota di partecipazione di 22 Euro comprende anche il pranzo della domenica. Gli organizzatori prevedono la presenza di collezionisti provenienti da alcuni sodalizi europei in gemellaggio con l’associazione organizzatrice.

IL TESORO DI MONTENEVE

Monteneve è una delle miniere più alte d’Europa che, nel cuore delle Alpi, si estende tra i 2000 e i 2650 m di altitudine. All’incirca per un millennio eserciti di minatori estrassero minerali preziosi come argento, piombo e zinco in situazioni climatiche e lavorative estreme. La miniera chiuse definitivamente le estrazioni nel 1985, dopo una gloriosa storia. Oggi, grazie all’interessamento di alcuni appassionati locali, è stata trasformata in museo. Offre una straordinaria e concreta panoramica delle tecniche antiche e moderne d’estrazione dei minerali. I visitatori vengono accompagnati da guide locali molto preparate, legate alla storia della miniera e in parte discendenti da famiglie di minatori. Un impianto di separazione ancora in funzione, le case dei minatori, la galleria dimostrativa e un lungo impianto di trasporto su rotaia a cielo aperto con tratti a traino con cavalli e grandi piani inclinati di frenaggio sono solo alcune delle attrazioni del mondo di Monteneve. Ci si arriva facilmente, dopo circa 15 minuti d’auto, percorrendo la strada che da Vipiteno porta a Ridanna. Da aprile ad ottobre sono possibili visite nelle giornate da martedì a domenica, dalle ore 9,30 alle 16,30. Per informazioni: Mondo delle Miniere Alto Adige – Ridanna Monteneve Masseria 48, I-39040 Ridanna Tel.0472.656364 – Fax 0472.656404 www.ridanna-monteneve.it

IN MINIERA PER CURARSI

E’ risaputo che soggiorni di climoterapia al mare o in montagna producono benefici per il corpo umano. E’ invece recente la scoperta degli effetti positivi contro talune malattie delle vie respiratorie collegati alla permanenza in caverne o vecchie miniere opportunamente organizzate. Questa forma di terapia si basa su un tipo di microclima che assicura assoluta costanza ed altissimo tasso di purezza dell’aria. Nelle gallerie terapeutiche, dopo taluni interventi e necessarie verifiche, regna una quasi assoluta mancanza di allergeni e di polvere. Una parte della Galleria S. Ignaz delle miniere di Predoi è stata recentemente adattata, con grande impegno tecnico, per la terapia dell’asma. Si trova a 1500 m all’interno della montagna e a 500 m di profondità. Il tasso di umidità è di ca. 95% e la temperatura costante di circa 8 gradi. Questo "angolo terapeutico" è raggiungibile solo con il trenino dei minatori. Non sempre in galleria si va per "spaccar sassi", qualche volta anche per curarsi. Per informazioni: Museo Minerario Predoi I – 39030 Predoi/Valle Aurina Tel. 0474.654298.

IN VAL DEL CERVO

Era la domenica 30 luglio del 2006 quando a Campiglia Cervo, in provincia di Biella, si teneva la 10^ edizione della tradizionale "Giornata Scambi Minerali " promossa dall’associazione locale con il sostegno della Pro Loco, qui particolarmente attiva. Campiglia Cervo è un piccolo paese del biellese con poco più di 200 abitanti, ma con un gruppo di appassionati di minerali molto attivo e di grande disponibilità. Abitudini diverse dai soliti incontri: non viene richiesta una quota di partecipazione, ma è presente al centro del locale una cassa comune (una grande scatola di cartone) in cui i partecipanti mettono quello che vogliono ed in cambio, oltre allo spazio per esporre i minerali, ricevono tanta amicizia accompagnata da un incredibile senso dell’ospitalità al quale non siamo più abituati. Al momento del pranzo, offerto dal Gruppo Mineralogico Valle Cervo, si apprezzano le eccellenti qualità gastronomiche della Signora Anna, moglie del presidente della Pro Loco Bruno Martini , per poi passare alla degustazione di una serie di eccezionali liquori alpini fatti in casa, e ancora di uno spumante, sempre fatto privatamente, che lascia a bocca aperta per il suo gusto di indescrivibile bontà. Interessanti anche i minerali proposti allo scambio, in particolare gli ultimi ritrovamenti locali di tormalina fascicolata associata ad anatasio tabulare di colore giallo miele intenso. Particolari anche i campioni di una pseudomorfosi di lepidocrocite provenienti dalla locale cava San Paolo ed altri ancora. Un appuntamento, questo di Campiglia Cervo, da non perdere. Quest’ano si terrà domenica 29 luglio e per parteciparvi, o semplicemente per avere informazioni, basta telefonare a Gianni Dalla Fontana al n° 015 8491166.

PRIMA DI MARZO A INDUNO OLONA

Domenica 4 marzo 2007 a Induno Olona si è svolta la classica giornata di scambio minerali e fossili, giunta alla sua 33° edizione e promossa dal locale Gruppo Naturalista Valceresio, associazione che da oltre 35 anni sviluppa un importante programma di divulgazione dell’interesse alle discipline naturalistiche del la mineralogia e paleontologia.La tradizionale manifestazione della prima domenica di marzo da moltissimi anni vede riuiti in questa piacevole cittadina dell’hinterland varesino molti collezionisti e ricercatori delle regioni del nord. Anche per l’edizione del 2007 si contavano oltre 100 spazi espositivi ed un numero elevato di addetti ai lavori. E’ la classica giornata dove puoi incontrare ricercatori a cui si legano storie e momenti di particolare interesse mineralogico del passato: Aceti e Cermusoni, che ti proiettano nei tempi in cui i loro campioni di epidoto della Valle Antrona o i quarzi del Rio Roni, facevano sognare tutti noi. Campioni di particolare interesse e rarità provenienti dalle cave di Baveno e dalle località della Val Malenco hanno suscitato un grande interesse, nonché alcuni esemplari provenienti dall’Isola di Vulcano proposti da Italo Campostrini e molti interessanti campioni di minerali alpini dell’amico Franco Vanini che mostra una particolare attenzione per i minerali delle alte quote. Grande senso dell’amicizia e della cortesia profuso dall’amico Sinelli, che da sempre è l’anima di questa manifestazione. Appuntamento, quindi, alla prima domenica di marzo del 2008. E’ bene non mancare: ci sono molti collezionisti interessati anche ai campioni "micro" ed alla sistematica.