AMINotizie N.2 LUGLIO 2004

ORGANO D’INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE MICRO-MINERALOGICA ITALIANA -  VIA GIOCONDA  3 -  26100 CREMONA

REDATTO E STAMPATO IN PROPRIO - INVIATO GRATUITAMENTE A TUTTI I SOCI

IL N° 2

Alla chiusura del primo numero eravamo un po’ preoccupati circa la continuità del progetto. Il nostro timore era di non avere sufficienti argomenti per sviluppare i numeri a seguire. Tutto sbagliato! Forse già dalla terza edizione, prevista per l’autunno prossimo, dovremo aumentare la fogliazione, e saremo felici di farlo, se necessario, per dare più spazio alle vostre idee e al desiderio che si cela in tutti noi di raccontare le avventure mineralogiche vissute. Buona lettura.

HAPKEITE, UN NUOVO MINERALE……LUNARE

di U. Ostan

Nell’aprile del 2001 è stato rinvenuto, nell’Oman, un meteorite lunare a cui è stato dato il nome di Dhofar 280 dalla regione in cui è caduto. Sono ormai circa una ventina i "sassi lunari" raccolti sul nostro pianeta e giunti a noi in seguito all’impatto di asteroidi che hanno strappato pezzi di roccia della superficie lunare accelerandoli fino a superare la loro velocità di fuga. L’osservazione del frammento, del peso di circa 0,250 kg, ha rivelato la presenza di piccoli granuli metallici dispersi in una crosta vetrosa che, da un primo esame superficiale, apparivano essere costituiti da un minerale di FeNi leggermente ossidato. Ulteriori studi ad opera di americani (Università Tennessee, Knoxville – Carnegie Institute, Washington) e russi (Istituto di Geochimica, Mosca) hanno invece dimostrato che alcuni granuli erano costituiti da un minerale composto da Fe e Si in rapporto di 2:1 (FeSi) nuovo 2 per il nostro pianeta. A questo nuovo minerale è stato dato il nome di hapkeite in onore del prof. Bruce Hapke (Università di Pittsburg) che, circa trenta anni fa, ne aveva già previsto la presenza sul suolo lunare. I risultati degli studi sono stati pubblicati alla fine di aprile 2004 negli Atti della National Academy of Sciences di Washington. All’interno del meteorite sono presenti altre due fasi (FeSi e FeSi) analoghe a quella attualmente studiata.2 Il processo che si suppone abbia portato alla formazione del minerale sulla Luna non assomiglia ad alcuno di quelli che avvengono sulla Terra ed è legato alla caduta di micrometeoriti sul suolo del nostro satellite. Le micrometeoriti, di solito di dimensioni dell’ordine di circa 1 mm, quando entrano in una atmosfera come quella terrestre bruciano a causa dell’attrito con l’atmosfera stessa. Sulla Luna, in assenza di atmosfera, le micrometeoriti conservano la loro velocità (calcolata nell’ordine di 100.000 km orari) e scaricano la loro elevata energia su di una ristrettissima porzione di suolo. L’impatto sulla roccia lunare porta all’immediata liquefazione del micrometeorite facendo evaporare i metalli ed alterando la chimica e la struttura della roccia colpita. In pratica avviene un fenomeno analogo a quello che si ha quando, sulla Terra, cade un fulmine su di una roccia, ma con la differenza che, a causa dell’assenza dell’atmosfera, i minerali che si formano sulla Luna risultano essere diversi da quelli che si formano sulla Terra. Già nel 1766, il padre gesuita Troili, studiando un meteorite caduto ad Albereto nei pressi di Modena e simile a quello trovato nell’Oman, ipotizzò la presenza di un minerale diverso da tutti quelli conosciuti. Studi successivi confermarono trattarsi realmente di una nuova specie costituita da ferro e solfo e a cui fu dato il nome di Troilite (FeS). E’ interessante osservare che nel meteorite lunare Dhofar 280, oltre alla hapkeite, è presente, in piccole tracce, anche la troilite. La corrispondente hapkeite "terrestre" è stata da pochissimo segnalata a Weisseritz, Sachsen in Germania.

PALETTI, DIVIETI & COMPANY

di L. Vaccari

Negli ultimi anni ho avuto modo, grazie all’AMI e ad alcuni amici, di frequentare alcune mostre scambio di minerali, e, trovandomi in ambienti di veri collezionisti e veri scambisti, la soddisfazione è stata notevole. A questi appuntamenti si va per scambiare i nostri "sassetti", ma anche esperienze, nozioni e racconti di giornate di ricerca fatte qua e là. Ed è proprio in merito a questi racconti che nel corso degli anni non ho potuto fare a meno di notare che c’è un incessante aumento di un vocabolo fastidioso, che trapela sempre di più dalla bocca degli amici narratori: VIETATO. Pare che sia diventata una moda per qualcuno il proibire l’accesso a zone che fino a ieri erano di assoluto interesse per noi cercatori, vista la qualità e a volte la quantità dei minerali che vi si trovavano; il motivo a giustificazione di ciò solitamente sembra essere causato da qualcuno che ha usato esplosivo, danneggiando l’ambiente. Ora, ben venga il concetto di proteggere quegli ambienti che per dislocazione si trovano all’interno di parchi naturali o regionali, ma se guardiamo bene le zone con accesso vietato, credo sia spontaneo avere come la sensazione che il divieto sia stato fatto esclusivamente a danno di chi va cercando minerali, in quanto si tratta di luoghi che non verrebbero visitati da nessuno e per nessun motivo diverso dalla ricerca mineralogica. Il motivo di questo mio scrivere non è quello di fare polemica, ma di capire se a livello di associazione/i, può esserci la possibilità di muoversi, proponendo a varie amministrazioni provinciali e regionali una sorta di collaborazione atta ad individuare un metodo che porti a proteggere tali luoghi tramite controlli e non divieti, attraverso la creazione di speciali permessi, rilasciabili con criteri da stabilire, ma che comunque permettano agli addetti ai controlli di poter avere la situazione sotto controllo, sapendo chi è in un dato luogo in quel momento, e di poter controllare se le regole di comportamento stabilite vengano poi seguite. Credo che associazioni come l’AMI abbiano i requisiti giusti per poter proporre entro quali canoni muoversi ed anche la dimensione giusta per fare sentire la propria voce, direttamente o attraverso enti importanti (musei…) a tutte le autorità che, fino ad ora, in mancanza di alternative, hanno sempre scelto la via più breve e comoda per intervenire, piantando paletti e divieti dove richiesto.

UNA GIUSTA "TIRATINA" D’ORECCHIE

Ci è giunta in redazione una lettera da un amico la cui bravura fotografica è riconosciuta dai collezionisti di tutto il mondo: Enrico Bonacina. Essa fa riferimento alla qualità di alcune foto recentemente apparse su MICRO 1/2004, e, per dovere di cronaca, la riportiamo integralmente. "Caro Ciriotti, come sai venerdì scorso è venuto da me Lazzaretti Luigi per le foto della grossa geode di lorenzenite, ed in questa occasione mi consegnava la nostra rivista. Oggi ho guardato con avidità la rivista e logicamente mi sono soffermato sulle foto da me fornite. Come diretto interessato (mentre per il resto è ottima), sono rimasto molto deluso. Ho fatto il confronto con gli originali che ti avevo inviato, il risultato della comparazione è questo: generalmente sono molto più scure degli originali, inoltre mostrano tonalità bruno-rossastra, la quale falsa notevolmente la leggibilità.Capisco la leggera perdita dall’originale alla stampa; però per il futuro è assolutamente necessario migliorare e soprattutto creare una supervisione prima della stampa definitiva. Scusa lo sfogo ma, in un contesto qual è il nostro, le foto dicono molto………………..……………………, ciao Enrico". All’amico Enrico abbiamo già fornito tutte le nostre spiegazioni e scuse. Per il futuro si procederà in modo diverso dall’attuale con specifici controlli all’origine della stampa così da assicurare la qualità fotografica che, in particolare per la nostra disciplina, è decisiva.

FINE AGOSTO A PRABORNA

Come anticipato sul primo numero di AMI notizie, per sabato 28 e domenica 29 agosto 2004 è stata organizzata una visita/ricerca alla miniera manganesifera di Praborna E approfittando di un evento di notevole interesse mineralogico, abbiamo inserito anche la visita di una mostra di minerali della Valle d’Aosta, aperta sino a fine ottobre. Programma dell’uscita:

Sabato 28, ore 15,00, incontro dei partecipanti al Museo Archeologico Regionale di Aosta, Piazza Roncas, 1, Aosta. Visita guidata all’esposizione "Cristalli e Minerali in Valle d’Aosta"; 386 esemplari di notevole bellezza e tutti provenienti dalle classiche località valdostane. Nella serata "Cena Conviviale" (non obbligatoria - costo indicativo 23-25 euro) presso la Trattoria del Diavolo (www.trattoriadeldiavolo.it), in località Layché, che s’incontra salendo verso il vallone di St.Marcel, meta del giorno seguente.

Domenica 29, ore 07,30 incontro dei partecipanti alla trattoria della sera precedente e partenza per le Miniere di Praborna (quota 1900m). L’ultimo tratto di strada, non asfaltata, è poco più di una mulattiera e sarà possibile percorrerlo (permesso speciale concesso all’AMI) con fuoristrada o auto simili. L’eventuale salita a piedi è di circa un’ora e trenta minuti su percorso agevole. L’attrezzatura da ricerca è la solita mazzetta, mazza, scalpelli vari e tanta fortuna. L’abbigliamento dovrà essere adeguato alla montagna di 2000 m. Gli itinerari in auto sono i seguenti: a) per chi giunge da Aosta (Sabato), su strada statale 26, dopo qualche chilometro d’aver lasciata la città di Aosta, deviazione sulla destra per St.Marcel. Poi per Plout e Seissogne sino alla località Layché, luogo della cena e dell’incontro della Domenica mattina. b) per chi giunge dall’autostrada per Aosta (chi ha deciso di partecipare solo la Domenica), uscire al casello di Nus, per poi proseguire verso Aosta (statale 26) sino alle indicazioni, sulla sinistra, per St.Marcel. L’itinerario prosegue come il precedente punto a). c) senza alcun impegno da parte nostra, ci stiamo interessando per recuperare alcuni posti per dormire (affittacamere o similari) lungo la salita da St.Marcel per Layché e sarà nostra premura comunicare i vari recapiti agli interessati. E’ indispensabile inviare, entro il 30 luglio p.v., le vostre prenotazioni a Pier Giuseppe Prandoni, tel. 0331.540.460, oppure e-mail: ebcpra@tin.it. In quest’area valdostana meritano una visita: - Castello di Saint Marcel (anno 1200), - Chiesa Parrocchiale di Saint Marcel (XVI secolo), - Notre Dame de Tous Pouvoirs, Santuario di Plout (anno 1500), - Castello di Fenis (poco distante - periodo 1300/1400).

SOCI AMI IN GRANDE AUMENTO

A febbraio 2004, in occasione dell’uscita del primo numero di questo notiziario, ci rallegravamo d’aver raggiunto, in poco tempo, la presenza di ben 132 soci nel nostro sodalizio. A soli quattro mesi, giugno 2004, il numero è aumentato del 25%; oggi siamo in 165 associati. Il nostro obiettivo annunciato e desiderato di 200 soci nell’anno 2005 è sempre più vicino; grazie a tutti voi che dimostrate di credere alle nostre proposte.

BORSA E SCAMBIO 4M – BELGIO

Riceviamo dagli amici dell’associazione 4M (Micro Monteurs de Minéraux de Montigny-le-Tilleul) l’invito ufficiale per la loro 20a BORSA E SCAMBIO INTERNAZIONALE DI MINERALI E FOSSILI, organizzata per il 13 e 14 novembre 2004, presso il "Foyer Culturel" in Via Wilmet, a Montigny-le-Tilleul, Belgio. La manifestazione seguirà l’orario dalle ore 9 alle 18 e all’interno della sala funzionerà un servizio bar-ristoro. Per maggiori informazioni visitare il sito Internet ufficiale dell’associazione 4M Le prenotazioni potranno essere trasmesse via e-mail al seguente indirizzo: Vi ricordiamo che sia con l’Associazione 4M del Belgio, che con l’Associazione francese AFM, abbiamo recentemente sottoscritto una convenzione internazionale di collaborazione.

LENGENBACH – BINN

Mentre stiamo chiudendo questo notiziario ci giungono alcune notizie circa la più che nota cava svizzera nella Val di Binn: "Lengenbach". Questi nomi a noi ricercatori-collezionisti portano alla mente uno dei più bei giacimenti di bellissimi minerali, a volte difficili da identificare, di pregevoli forme e, in alcuni casi, di grande rarità. Pare che coloro i quali hanno in concessione la cava abbiano dato il via ad una serie di lavori per la sua ristrutturazione e per il mantenimento della ricerca dei minerali in questa più che unica "dolomia saccaroide". Vista l’imminente stagione estiva, periodo propizio per una escursione nel Vallese, ci sentiamo di suggerirvi una ricerca in questa cava. E’ bene rammentare che la "vera" ricerca a Lengenbach si effettua sullo scarto che i cavatori eliminano in discarica, due o tre volte al giorno. Così facendo avrete modo di lavorare su materiale sempre nuovo e facilmente accessibile, visto che in cava esiste il divieto d’ingresso e di ricerca. Non dimenticate, prima di lasciare il paese di Binn (1400mt), di visitare il locale Museo di Mineralogia, ove potrete ammirare pregevoli campioni dei vari giacimenti della Val di Binn (Binnatal) e del versante svizzero del Monte Cervandone. Le stupende e brillanti cafarsiti del Cervandone di questi ultimi anni provengono, in modo particolare, da questo versante e non da quello italiano. Non dimenticate neppure di far visita al negozio di T. Imhof, noto "strahler" locale, al cui padre è stato dedicato un rarissimo minerale di questa cava: l’imhofite. Lengenbach si raggiunge dal paese di Binn con l’auto sino ad un parcheggio in fondo valle, poi salendo a piedi per una comoda strada che, dopo circa 30-40 minuti, porta direttamente sulle discariche della cava. Questa di Herborn è una manifestazione che ci sentiamo di consigliare ai collezionisti italiani, suggerendogli anche di prolungare di qualche giorno la permanenza, per meglio gustare l’ospitalità e la bellezza di questa zona della Germania. Un particolare ringraziamento per la grande disponibilità, senso dell’amicizia e accoglienza riservataci all’amico Helmut Büttner.

MILLERITE DALLA CAVA PREDELLARA (PR)

di A. Fazzi e P. Sfondrini

Durante la nostra sistematica attività di ricerca nell’Appennino piacentino e parmense abbiamo effettuato diverse visite alla cava Predellara situata presso Tosca. La cava è facilmente raggiungibile da Fornovo Taro (PR) seguendo la strada che, passando da Varsi in direzione Bardi, gira a sinistra prima del ponte sul torrente Ceno raggiungendo la località Tosca. La cava, aperta nelle serpentiniti e attivamente sfruttata per l’estrazione di pietrisco stradale, negli anni passati ha fornito campioni (in formato micro) di aragonite, calcopirite, calcite, ilmenite, lizardite, pirite, sfalerite, titanite, todorokite in piccoli ma spesso ottimi cristalli. Lo scorso inverno abbiamo rinvenuto nella parte alta della cava, ai piedi della parete est, alcuni massi con patine di calcite ed aghi raggiati di millerite. Un esame più accurato e una più attenta ricerca hanno rivelato la presenza, in piccole geodi e fessure, di ottimi cristalli di millerite sottili ed intrecciati tra loro,lunghi sino a 10 mm; altri, più interessanti, presentano un aspetto nettamente prismatico con terminazione a forma di punta di lancia. In associazione sono stati riconosciuti altri minerali: calcopirite, titanite incolore e lizardite in rozzi cristalli. La freschezza dei cristalli, la loro forma e dimensione ci permette di ipotizzare questo ritrovamento di millerite come uno dei più importanti dell’Appennino emiliano.

IN 31 PIU’…L’AMICA STRISCIANTE!

Domenica 30 maggio 2004, sotto la pianta di sughero che, da sempre, rappresenta il riferimento per il punto di ricerca in località Serrabottini, si contavano 31 soci e simpatizzanti di AMI, più un timido e assonnato viperotto, probabilmente, visto il colore del corpo, appartenente alla specie "Vipera Ursinii" (vipera dell’Orsini). Dopo aver sollecitato un rapido allontanamento del "serpente", iniziarono le ricerche con quello stile e comportamento abituale per noi "cercasassi": due colpi di mazzetta ed uno sguardo col lentino. Completa e ineccepibile l’organizzazione degli amici toscani, prodighi di consigli e di utili suggerimenti durante la ricerca. Dopo la tradizionale colazione al sacco, quasi per magia, proposte da alcune simpatizzanti presenti, sono apparse torte nostrane e caffè verace fatto al momento con fornelletto da campo e moka casalinga. Chianti rosso rubino e vin santo doc, offerti dai toscani, hanno concluso degnamente la sosta per il pranzo. Gli splendidi panorami che si possono ammirare dalle colline metallifere toscane hanno fatto da cornice ad una giornata ricca di piacevoli momenti d’amicizia, che ci hanno consentito di travalicare anche gli interessi mineralogici oggetto di questo evento. Un grazie di cuore ed una calorosa stretta di mano a tutti gli amici toscani.

SCAMBI A HERBORN – GERMANIA

di G. Dalla Fontana e A. Salvetti.

Si sa che per incrementare la collezione occorre, qualche volta, peregrinare per l’Europa. Così facendo s’incontrano colleghi interessati alla mineralogia ed in particolare a quella sistematica e topografica. Per nostra consuetudine, ormai da qualche anno, partecipiamo alla mostra di Herborn in Germania che si svolge in due giornate, di cui una dedicata agli scambi. Quest’anno si è tenuta nei giorni: 17 e 18 aprile. Lo spirito della manifestazione è di grande cordialità, in particolare verso gli espositori provenienti da altri paesi europei. Abbiamo concluso scambi molto interessanti sia sotto il profilo della qualità che della rarità. Seppur provenienti da scorie, dobbiamo segnalare la bellezza di alcuni campioni d’argento scambiati. Perfetti e brillanti cristalli ottaedrici di questo minerale nativo, provenienti dalla Lautenthaber Hütte.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

Vi suggeriamo di "sfogliare" il catalogo on line ( www.sicher.it ) della ditta Sicher Cesira di Milano, che propone interessanti attrezzature e speciali contenitori per noi collezionisti. Ai soci AMI, su taluni articoli, è praticato uno speciale sconto la cui entità varia secondo l’articolo scelto. Gli acquisti, oltre che via Internet, possono essere effettuati anche direttamente in occasione di fiere, giornate scambi e mostre alle quali la ditta Sicher partecipa col proprio stand.

STOP ALL’ORO FRANCESE

La miniera d’oro di Salsigne, Aude, Francia chiude definitivamente alla fine del 2004. La direzione ha presentato un piano sociale illustrante la chiusura progressiva delle attività entro la fine di quest’anno. La coltivazione a cielo aperto è stata fermata a marzo 2004 e quella in sotterraneo si arresterà alla fine di luglio. Gli impianti per il trattamento del minerale si fermeranno a settembre e la fine dei lavori con il disinquinamento e la riabilitazione ambientale del luogo sono programmati per il prossimo mese di dicembre. Il piano sociale prevede, inoltre, il licenziamento di 171 dipendenti in quattro fasi, a partire dal luglio 2004. Salsigne era l’ultima miniera d’oro in attività in Europa.

(da Mines et Carrières, 2004, 12)

INDUNO OLONA, UN INCONTRO CHE VIVE DA TRENT’ANNI.

Domenica 7 marzo 2004 si è svolta la trentesima giornata scambi di minerali e fossili organizzata dal locale Gruppo Naturalista Valceresio. Si contavano espositori per 118 tavoli, provenienti dalla Liguria, Emilia Romagna, dal Piemonte e da varie località della Lombardia. Interessanti i campioni esposti da F. Vanini e provenienti dalla Starlera, nella Valle dei Grigioni in Svizzera. Di particolare interesse per la mineralogia locale i campioni esposti da F. Rivetta e provenienti dai famosi giacimenti del "granofiro cerresino". Di Rivetta anche il minerale più raro premiato, uno splendido cristallo di bazzite su ortoclasio, proveniente dagli affioramenti di porfido in zona Cavagnano – VA. Questo campione è stato poi offerto al locale Museo Insubrico di Mineralogia e Paleontologia. Uno speciale riconoscimento anche a una splendida piastra di 15 x 20 cm di eccezionali cristalli di vesuvianite proveniente dalla classica località valdostana di Bellecombe, esposta da G. Franza di Genova, organizzatore della mostra mineralogica genovese di maggio. Per la paleontologia premiato G.C. Azzarita di Biassono per un perfetto campione di trilobite. Una manifestazione, questa, che vale la pena visitare.

SULLA FLUORESCENZA DEI MINERALI

Molti minerali, incluso il salgemma (halite), la calcite e la fluorite, empiricamente parlando non sono fluorescenti. In altre parole, il cloruro di sodio, il carbonato di calcio e il fluoruro di calcio non sono self-fluorescenti (di per sé stessi fluorescenti). Le piccole quantità di impurità incluse: manganese, europio, samario, idrocarburi, sono la causa della fluorescenza. Come infatti saprete, le tre specie di minerali appena menzionate possono dare molteplici differenti colori. La famosa calcite di Terlingua ha diversi "attivatori" che danno colori diversi a seconda della lunghezza d’onda. Dall’altro lato della faccenda ci sono "self-actived" minerali, cioè minerali di per sé fluorescenti. Un tipico esempio è la scheelite (tungstato di calcio). Il poliatomico ione tungstato è infatti "self-fluorescente".

AMI – INTERNET

Il sito nella nostra Associazione è stato ridefinito e completato, attende le vostre visite all’indirizzo: www.amiminerals.org . Vi aspettiamo anche nel Forum Mineral-Italia (senza obbligo d’iscrizione): http://forum.fmal.com/index.php . Potrete trovare notizie circa le nuove specie approvate, informazioni varie e curiosità e, se lo vorrete, potrete aggiungere anche i vostri argomenti.

A CHI RIVOLGERSI

Se desiderate mettervi in contatto con la nostra Associazione e vi serve un interlocutore specifico per le vostre necessità, potrete rivolgervi a:

Marco Ciriotti: presidente, unico recapito ufficiale redazione MICRO, coordinatore del comitato di redazione di MICRO, componente del comitato scientifico, gestione biblioteca AMI (in particolare per quanto riguarda la parte informatica), organizzazione e sviluppo verso i paesi di lingua francese, recapito ufficiale per servizio analisi UK – 011.9207094, e-mail: m.ciriotti@tin.it ;

Pier Giuseppe Prandoni: vicepresidente, unico recapito ufficiale "redazione" AMI Notizie, membro del comitato di redazione di MICRO, pubbliche relazioni, organizzazione e sviluppo area nord, co-responsabile pubblicità in genere, esecutore AMI Notizie, recapito per missioni di ricerca e/o culturali – 0331.540460, e-mail: ebcpra@tin.it ;

Ugo Ostan: tesoriere di AMI, membro del comitato di redazione di MICRO, coordinatore Assemblee di AMI, coordinatore incontri (scambi, assemblee e similari) AMI, gestione biblioteca AMI, rappresentante AMI per i rapporti col sistema museale cremonese e con il Gruppo Mineralogico Cremonese – 0372.25573, e-mail: ostan@dinet.it ;

Gianfranco Badaracchi: segretario AMI, unico recapito per nuovi tesseramenti, rinnovi e incasso quota annuale di associazione, gestione degli archivi dei soci, spedizione MICRO e gestione numeri arretrati, rapporti con istituti finanziari – 0372.22613, e-mail: ostan@dinet.it ;

Massimo Russo: membro del comitato di redazione di MICRO, organizzazione e sviluppo area sud, consulente tecnico scientifico per le aree di sua competenza – 081.624752, e-mail: russo@ov.ingv.it ;

Massimo Batoni: membro del comitato di redazione di MICRO, organizzazione e sviluppo area centro; coordinatore aggiunto commissione tecnico-scientifica – 055.2340533, e-mail: mabatoni@dada.it ;

Pierfranco Del Monaco: direttore responsabile MICRO, membro del comitato di redazione di MICRO, coordinatore attività stampa connesse al periodico e a qualsiasi altra pubblicazione effettuata da AMI, co -responsabile pubblicità in genere – 0372.455430, e-mail: p.delmonaco@meccanicafantini.it ;

Marco Sturla: organizzazione momenti d'incontro e sviluppo verso aree di lingua tedesca; membro del comitato di redazione di MICRO – 035.320030, e-mail: msturla@nmesrl.it ;

Antonio Gamboni: webmaster di AMI, membro del comitato di redazione di MICRO – 0789.739027, e-mail: minerals@tele2.it ;

Domenico Preite: attività di columnist (report man) – 02.9957558, e-mail: domenico.preite@siemens.com ;

Marco Becchi: presidente del collegio dei revisori dei conti;

Marco Goccini e Imma Punzo: revisori dei conti;

Renato Pagano e Sergio Varvello, revisori dei conti supplenti.