AMINotizie N.5 LUGLIO 2005

ORGANO D’INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE MICRO-MINERALOGICA ITALIANA -  VIA GIOCONDA  3 -  26100 CREMONA

REDATTO E STAMPATO IN PROPRIO - INVIATO GRATUITAMENTE A TUTTI I SOCI

MICRO-MINERALOGIA ALPINA

Paolo Lastrucci, San Donato in Collina, FI - Luca Ceccantini, Firenze.

In occasione di una settimana di vacanza in Austria, nella Gasteiner Tal, oltre alle immancabili escursioni mineralogiche nei dintorni di Bockstein, abbiamo avuto modo di prendere contatto con alcuni collezionisti locali e di vedere le loro collezioni. Fra questi spicca la figura di Roland Winkler, famoso collezionista i cui minerali appaiono fotografati in molte pubblicazioni. La sua Particolarità consiste nel fatto di essere uno dei pochissimi collezionisti alpini che, anziché dedicarsi alla ricerca dei soliti cristalli più o meno grossi di quarzo, adularia, granati e di poche altre specie in esemplari vistosi, colleziona da oltre cinquant'anni quasi esclusivamente campioni di molte specie rare in piccoli ma meravigliosi cristalli. Si può definire dunque un pioniere della ricerca sistematica locale e del collezionismo di micromount, e tanto più insolito ci appare che Winkler si sia trovato in un contesto di soli ricercatori di "Bergkristalle". Questo però non gli ha impedito di collezionare campioni straordinari, per esempio di fenacite, di gadolinite o di milarite, che ben figurerebbero in qualunque museo, e tutta una lunga serie di esemplari opportunamente ridotti col bilanciere, sistemati nelle classiche scatoline trasparenti e suddivisi per località, stipati (come sempre) in una piccola stanza, che apre una finestra veramente unica sulla mineralogia dei Tauri e più in generale dell'intero arco alpino. A questo si aggiunge la sua grande disponibilità nel dare indicazioni precise e consigli sulle varie località conosciute, avulso da quella competitività che caratterizza spesso i collezionisti di minerali estetici, consapevole che la collaborazione fra ricercatori può solo produrre progressi per tutti.

A.M.I. RICERCHE NEL PARMENSE - DOMENICA 29 MAGGIO 2005

Emiliani, liguri, toscani, lombardi e piemontesi, un gruppetto di circa 20 soci AMI, tutti puntuali all'appuntamento delle ore 09,00 al Bar Ristorante "Fondo Valle" di Ghiare. Dopo qualche "pacca sulle spalle" e "calorose" strette di mano, tutti di nuovo in macchina per giungere, dopo pochi minuti, in località Rio delle Marne e dare inizio alle ricerche che, assieme a quelle sviluppate nel pomeriggio, ina altre località, sono state fruttuose e molto interessanti. Gli amici cremonesi hanno offerto, per lo spuntino di mezzogiorno, salumi, vino e pane casereccio. Come ormai di consuetudine in queste uscite organizzate da AMI, prevalgono i sensi della più aperte amicizia. Un particolare ringraziamento alla "guida" locale, il socio Valeriano Calderini del Gruppo Mineralogico e Paleontologico Parmense. Arrivederci alla prossima uscita di inizio settembre.

MICROCENTO QUATTORDICI - DOMENICA 17 APRILE 2005

Oltre sessanta tavoli, tutti ricolmi di stupendi campioni di minerali, ben allineati in una spettacolare sala della Badia di Settimo. Ottima l'organizzazione a cura dei sodalizi toscani: Gruppo Ricerche Geologiche di Prato e Gruppo A.V.I.S. Mineralogia e Paleontologia di Scandicci con la collaborazione di AMI. La serata di sabato, per chi era giunto in loco con anticipo, è stata caratterizzata da una conviviale presso un caratteristico ristorante toscano, fra "ribollita", "tagliata" e vino delle vallate del Chianti, tipici dell'ospitalità toscana. Accolto con grande interesse lo speciale "concorso UK": Ogni partecipante poteva presentare un massimo di 3 campioni italiani sconosciuti. Alle ore 14,30 la giuria formata da Marco E. Ciriotti, Massimo Batoni, Giancarlo Pierini e Pier Giuseppe Prandoni, presentava i risultati delle verifiche e assegnava i premi previsti ai vincitori, trattenendo, per le analisi necessarie, circa 20 campioni scelti fra 70 presentati. Un apposito articolo su questo notiziario (AMI Notizie n°6) presenterà o risultati e i nomi dei partecipanti e dei vincitori.

PRUDENZA IN RICERCA

Lo scorso 4 aprile sul Corriere della Sera si leggeva la notizia di un morto e tre feriti durante una ricerca di minerali nelle miniere di Waalerhuette, chiuse nel 1952, nelle vicinanze di Merano. Pare che del materiale pericolante sia franato addosso ai ricercatori. Riportando la notizia ci viene spontaneo ricordarvi la massima prudenza ed attenzione durante le ricerche nel sottosuolo. Pericoli e insidie possono essere molteplici e la prudenza non è mai troppa.

BAVENO E LE SUE CAVE - SABATO 3 SETTEMBRE - DOMENICA 4 SETTEMBRE 2005

Abbiamo scelto per l'incontro estivo AMI questo importante giacimento sulla sponda piemontese del Verbano a pochi chilometri da Stresa, alle estreme pendici nordorientali del Gruppo del Motarone, sul Lago Maggiore. L'area di nostro interesse è formata dal Monte Camoscio, dal Monte Zùchero e dal Mottarone, a loro colta costituiti da un particolare granito rosa, conosciuto come "granito di Baveno" e largamente usato a scopo ornamentale da oltre quattrocento anni. Nelle cavità miarolitiche (da "miarolo", antico sinonimo di granito) di questo granito sono presenti numerose ed interessanti specie mineralogiche, alcune anche di notevole bellezza e rarità. Questa località si raggiunge in modo estremamente facile, con l'autostrada A26 in direzione Gravellona Toce, uscita casello di Baveno (con l'autostrada quasi direttamente in cava). Prima di lasciare l'autostrada ed in prossimità del casello di Baveno, uno sguardo verso il monte vi consentirà di vedere le aree di nostro interesse. Si giunge comodamente con lauto sino al piano basso delle cave. L'attrezzatura di ricerca è la solita: scarpe pesanti, mazzetta, scalpelli e, trattandosi di granito, può essere utile una mazza da 5 kg a manico lungo. Non dimenticatevi la macchina fotografica: dalle cave si gode di un panorama eccezionale sul Lago Maggiore e le sue isole che non mancherà di entusiasmarvi. Avremo con noi alcuni esperti di quest'area che sicuramente saranno prodighi di consigli ed utili informazioni. Al sabato ci incontreremo con alcuni ricercatori che ci mostreranno eccezionali campioni di questa località ed una serie di fotografie.

PROGRAMMA:

Sabato 3 - ore 15,30 ritrovo in piazza della stazione ferroviaria di Arona - Trasferimento al luogo destinato all'incontro con ricercatori locali - Proiezioni di dia-color e visionatura di campioni della loro collezione privata - ore 18,30 sistemazione nell'albergo prenotato - ore 19,30 trasferimento al ristorante "il Cacciatore" Divigniano per la cena. Menu ricco di carne e pesce a prezzo convenzionato - Al termine rientro in albergo. Domenica 4 - ore 09,15 ritrovo all'uscita del casello autostradale di Baveno. Trasferimento alle cave ed inizio delle ricerche. Colazione al sacco - ore 16,00 previsto termine dell'incontro.

Per favorire le operazioni connesse all'organizzazione, gli interessati sono pregati di voler far pervenire la loro adesione entro la fine del mese di luglio, precisando se saranno presenti due giorni o la sola giornata di domenica, ad uno dei seguenti recapiti: Prandoni P.G.: tel.0331540460 (ore pasti) - 0331525350 (ore ufficio - Ostan Ugo: e-mail ostan@dinet.it - Ciriotti Marco: e-mail: m.ciriotti@tin.it

CACCIA AI FURBI - PRANDONI P.G.

Da un po' di tempo, nelle varie manifestazioni mineralogiche, si vedono proposti al cambio campioni in pessime condizioni. I cristalli rotti abbondano, perché ? Sono presentati anche da collezionisti non più neofiti, sia italiani che esteri; più dai tedeschi che dai francesi, questi ultimi più abituati anche ai valori estetici. Da sempre, almeno per quanto possa io ricordare, esiste la regola che un campione con cristalli rotti è meglio buttarlo, salvo che non si tratti di specie rarissima, pochi esemplari al mondo (escludo ovviamente i massivi). Proporre allo scambio minerali torri, in particolare nei formati micro, è solo un tentativo ignobile di mettere in mostra la propria furbizia e nulla più. Che dire poi delle scatoline riciclate così tante volte da sembrare un rifiuto domestico indifferenziato ? Fa parte di un piano generale di risparmio o è sempre quel comportamento "furbetto" sopra menzionato ?. Per evidenziare i cristalli non usate i rotolini di plastilina colorata che, vista al microscopio, propone anche le vostre impronte e l'anomalia in corso dei vostri capelli. Scrivere l'etichetta che presenta un campione è una fase importante della preparazione dei micro. Consentite, per chi interessato al vostro campione, di leggere e capire subito di che si tratta, non costringetelo ad elucubrazioni spinte per capire che, come spesso accade, si tratta di una specie comune. Abbandonate la scrittura in corsivo o la biro vecchia, quasi scarica o malscrivente; il vostro interlocutore ha tutto il diritto di leggere bene e capire subito il nome del minerale. Se avete un computer, usatelo; la qualità delle etichette "parlerà" anche di voi, presentando il vostro stile. Favoriamo l'informazione, aiutiamo coloro i quali si sono da poco avvicinati alla mineralogia con etichette chiare e complete. Anatasio, Monte Bianco, questa era un'etichetta letta recentemente. Mi chiedo, chi ha scritto quest'etichetta era a conoscenza delle dimensioni del massiccio da lui citato ? Un esempio di scrittura accettabile potrebbe essere il seguente: Anatasio - Giardino del Miage , Val Veny, Valle d'Aosta - Italia. Esorto quindi tutti i collezionisti a voler seriamente considerare queste mie riflessioni e ricordo loro che una proposta corretta durante lo scambio, può esigere una risposta altrettanto qualificata. Smettiamola di fare i furbi o gli svogliati. Lo scrivente di questo articolo, sempre un po' svogliato ed anche un po' sclerotico, presenta, alle varie mostre, campioni scelti e posizionati in scatoline di solito nuove, con etichette ben leggibili e poste correttamente, quasi sempre contenute, a loro volta, in scatole apposite e disposte in ordine alfabetico. Ciò semplicemente per favorire l'interessato allo scambio o soddisfare la curiosità di chiunque. 

UN MUSEO PRIVATO A WALD

Se nei vostri progetti per le prossime vacanze estive è prevista l'Austria, non dimenticatevi di visitare il PINZGAUER MINERALIEN, MUSEOLADEN, della famiglia Irma e Kurt Nowak a Wald in Pinzgau - tel. 06565/8372. Orari di visita: dalle 13,00 alle 17,00, l'ingresso costa 2,5 Euro. Si tratta di una parte dell'abitazione privata di questo conosciuto ricercatore di minerali adibita a museo, ove è possibile ammirare quanto di meglio si può immaginare dei minerali alpini austriaci. Durante la visita, non pronunciate imprecazioni varie davanti ad un cristallo di kainosite-(Y), giallo miele, con quarzo ed albite, di circa due centimetri, ammiratelo per per qualche minuto, uscite da questo locale e tuffatevi in una serie di vetrine con minerali alpini la cui bellezza vi farà "perdere la testa!. All'uscita può essere visitato il locale ove sono esposti i campioni in vendita, con un ottimo assortimento d'eccezionali minerali alpini nel formato micro. Attenzione agli Euro!